(Not So) Blue Velvet Cake

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Traduzione in Italiano in fondo

Stefania, the most recent winner of MTC ,  picked a gluten-free version of Red Velvet Cake for the February MT Challenge.  I was particularly happy with her choice, because no one in my immediate family and circle of friends has Celiac disease, so I never had the opportunity to learn what must be done to make gluten-free baked goods. But she made a very interesting parallel between cooking gluten-free foods and Kosher cooking. That is something I certainly can relate to, since my own kitchen is kosher. Making sure there is no cross-contamination, keeping utensils separate, are all actions that become second-nature when cooking kosher food, and the same applies when cooking gluten-free foods. I live in the US so I have no problem finding gluten-free ingredients that are clearly labeled, and most supermarkets even offer a whole aisle of gluten-free ingredients. So all the ingredients I used were gluten-free and I had no trouble finding them.

The second reason I was happy about Stefania’s choice is that she picked an American classic recipe, and for once I was baking on my own turf, so to speak.  The rules of the game allowed participants to use either red or blue food coloring, and I chose the latter. I did not want to make the usual frosting that goes with classic red Velvet and since I could not bring myself to detract from tradition, I chose blue as a color in order to avoid any qualms in changing the recipe substantially. As you can see from the photo above, the final result was more of a greyish color than the bright, deep blue I had envisioned. Sadly, not everything turns out quite as we expect, in this Valley of Tears.  In the words of my eldest son, this cake, at least visually, is a an epic fail.
Taste-wise though, it is quite a different story.  The cake is light, moist and springy and the frosting I used was an indisputable success—if I can say so myself. It is a simple whipped cream sweetened with grade-B 100% pure maple syrup,  and the combination is extremely tasty. I added dried cranberries as a decoration on top.

I followed Stefania’s recipe for the cake, using corn-starch instead  of tapioca, as the rules stated it was possible to substitute one for the other.  The frosting was simply made by whipping together

1 qt of Heavy Whipping Cream

6 tbsp pure Maple Syrup, grade B.

I enjoyed participating in this Challenge because it gave me the opportunity to learn more about Celiac disease and what it implies in terms of everyday life adjustments and limitations. But, as Stefania pointed out and was eager to get across, despite these limitations it is possible to make good food that would be enjoyable by everybody—provided we get educated about how to get this done.  I appreciated the positive attitude of Stefania’s message— rather than depicting people that deal with celiac disease on a daily basis in a helpless perspective she chose a constructive approach and that is something that resonates with me deeply.

In keeping with the lighthearted, positive attitude of the challenge, Stefania also requested that participants should wear pumps  with 4-3/4″  heels while baking this cake. I am sorry I could not comply.

We had tons and tons and tons of snow where I live, which is so nice when you wake up in the morning and  looking out the window all you see is a Winter Wonderland just like this everyday.

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But since nothing in this world comes for free, the downside of this beauty is that you have to go outside and shovel snow until you wish you could just close your eyes, stomp your feet on the (icy) ground, shout “I’m Cold!!!” and be immediately transported to a warmer place—preferably Florida. And if shovel you must, then you are also bound to get sore muscles and a backache, especially if you are not so young anymore, like me.  And all of this means that I could not possibly even think of wearing high heels. In fact, the only girl in my family that can wear pumps all day long and never loose her smile is BarbieTM. But, as BarbieTMsays, “everything’s fantastic when you’re made of plastic !”.

Thank you Stefania, and,  as always, Thank you Ale, Daniela, & Giorgia.

Versione Italiana

Stefania, la vincitrice della scorsa edizione di MT Challenge ha proposto per la sfida di febbraio una versione gluten-free di Red Velvet Cake. La scelta mi ha fatto particolarmente felice perche’ nessuno nella mia famiglia o tra le mie amicizie e’ celiaco, e non avevo mai avuto l’opportunita’ di imparare cosa comporti cucinare gluten-free. Stefania ha pero’ fatto un interessante parallelo tra la cucina gluten-free e quella Kosher, e in questo posso riconoscermi, dato che la mia e’ una cucina Kosher.  Assicurarsi che non si abbiano contaminazioni, mantenere gli utensili separati, sono tutte azioni che diventano abitudini consolidate sia nel cucinare kosher che nella cucina gluten-free.  Vivendo negli Stati Uniti non ho problemi nel reperire ingredienti per celiaci, la scelta e’ ampia, le etichette chiare e la maggiorparte dei supermarkets dedica un intero reparto a questi prodotti. Tutti i prodotti che ho usato erano etichettati gluten-free.

La seconda ragione per cui la scelta mi ha resa felice e’ che si tratta di una ricetta classica Americana, per cui questa volta mi trovo a giocare in casa, per cosi’ dire. Le regole del gioco permettevano di scegliere un colorante rosso o blu. Ho scelto il secondo perche’ non avevo intenzione di usare il frosting che tradizionalmente si usa per il Red Velvet Cake, e non riuscivo a contemplare l’idea di stravolgere la tradizione. Percio’ ho optato sul blu per fare una torta per la quale sperimentare senza remore un frosting diverso. Come si vede dalla foto, il risultato finale e’ stato un grigio temporalesco, non il blu profondo e brillante che mi ero immaginata. Ma di rado, in questa Valle di Lacrime,  le cose si realizzano come si sperava. Per dirla con mio figlio maggiore, all’aspetto questa torta e’ un fallimento di proporzioni epiche.

Dal punto di vista del gusto, pero’, e’ tutta un’altra storia. La torta e’ umida, leggera e spugnosa, perfetta. E il frosting e’ stato un successo, se posso dirlo. E’ semplice panna montata, ma anziche’ con lo zucchero e’ addolcita con Sciroppo d’acero puro, e il risultato e’ gustosissimo. Ho decorato la superficie con cranberries secchi.

Per la torta ho seguito la ricetta di Stefania, sostituendo, come permesso, la tapioca con la maizena.  Per il frosting ho montato un litro di panna fresca con 6 cucchiai di sciroppo d’acero.

Mi e’ piaciuto molto partecipare a questa sfida perche’ mi ha dato l’opportunita’ di imparare qualcosa sulla celiachia e i limiti che impone nella vita quotidiana. Ma, come Stefania voleva assolutamente comunicare, malgrado queste limitazioni e’ possibile cucinare cibi buoni che possono essere gustati da tutti, a patto di acquisire le informazioni necessarie.

Ho apprezzato la prospettiva del messaggio di Stefania, che anziche’ presentare i celiaci in una visione passiva e negativa, come se non potessero che subire la malattia, ha scelto una prospettiva attiva e costruttiva, e questo e’ un atteggiamento nel quale mi riconosco profondamente.

E nello spirito anche leggero in cui la sfida si e’ quindi svolta, Stefania ha richiesto ai partecipanti di indossare un tacco 12  quando preparavano la torta. Mi dispiace di non aver potuto esaudire la richiesta.

Il fatto e’ che qui abbiamo avuto tonnellate e tonnellate e tonnellate di neve, il che’ e’ bellissimo quando ci si sveglia al mattino e dalla finestra ogni giorno si vede questo paesaggio invernale

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Ma siccome in questo mondo tutto ha un prezzo, l’inconveniente di tutta questa bellezza e’ che bisogna uscire fuori a spalare la neve, finche’ non si desidera nientaltro che chiudere gli occhi, battere i piedi sul terreno (gelato) , gridare “Ho freddo!!!” e poter essere immediatamente trasportati in un posto caldo, preferibilmente la Florida.  E se spalare si deve, la conseguenza, per chi come me non ha piu’ vent’anni da un pezzo,  sono i muscoli indolenziti e il mal di reni. Tutto questo per dire che non avrei neanche potuto pensare di indossare scarpe coi tacchi, specie un tacco 12. A dirla tutta, l’unica ragazza in famiglia che riesce ad indossare il tacco 12 tutto il giorno senza perdere il sorriso e’ BarbieTM.   Ma,  come dice appunto BarbieTM. “ogni cosa e’ fantastica quando sei fatta di plastica!”.

Grazie Stefania, e, come sempre, grazie Ale, Daniela e Giorgia.